Il futuro dei motori di ricerca

17 04 2007

Ho appena finito di leggere il libro ‘the dark side of google‘. Sintetizza in maniera egregia tutto quello che riguarda il noto motore. Il libro descrive l’immagine che l’azienda proietta di se e le operazioni concrete che poi compie “dietro le quinte”, parla dei comodi servizi che google offre (gratuitamente) e di cosa in cambio ci chiede …(qualcuno ha pensato…informazioni personali??)

google 2+

privacy

Su questo argomento ci lamentiamo un po’ tutti, ma leggiamo davvero fino in fondo le pagine su cui c’è scritto come vengono trattati i nostri dati? Io su google l’ho fatto, proprio dopo aver letto questo libro 🙂 , e sorpresa (cito google stesso):

Google tratta i dati personali solamente per gli scopi descritti nelle Norme sulla Privacy applicabile e/o nelle informazioni sulla privacy che riguardano alcuni servizi specifici. I suddetti scopi comprendono, tra l’altro:

  • La fornitura di prodotti e servizi agli utenti, ivi inclusa la visualizzazione di contenuti personalizzati e della pubblicità;
  • Il controllo, la ricerca e l’analisi allo scopo di mantenere, proteggere e migliorare i nostri servizi;
  • La garanzia del funzionamento tecnico del nostro network;
  • Lo sviluppo di nuovi servizi.

Più chiaro di così! 🙂
Mi sarebbe piaciuto leggere sul suddetto libro le “previsioni” per il futuro di questo settore ma l’autore si sofferma alla fine su un particolare (curioso) non di poco conto: la data di scadenza dei “cookie” di google è impostata a metà gennaio 2038 (circa…).

Data davvero interessante perchè (cito l’autore del libro)

il 19 gennaio 2038 alle 3:14 di mattina sarà l’ultimo secondo del mondo Unix, di internet (che funziona grazie a protoccoli Unix) e dei principali server del globo (che utilizzano sistemi operativi derivati da Unix)

quindi google conserverà questi dati presumibilmente in eterno..

La domanda che mi viene spontanea è: potranno affacciarsi dei concorrenti?

Secondo me, si. Ci sono ampie porzioni di web non indicizzato e si dovrebbero/potrebbero sviluppare nuove tecniche di ricerca molto più “democratiche”, efficienti ed economiche che usano il p2p per memorizzare i percorsi di ricerca (più che gli indici..), la teoria delle reti (con connessioni deboli) per scandagliare meglio, la logica “fuzzy” per dare quel pizzico di umanità in più alle ricerche che spesso conducono ai soliti posti….

Vogliamo investire in ricerca??

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One response

19 04 2007
Google vs World « the juice of internet…

[…] stesso che lo comunica… E questa cosa non è nemmeno velata essendo (come ho già scritto) espressamente dichiarata nella Privacy Policy di Big […]

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